Il Palazzo del Bo e l’Università di Padova: un viaggio tra sapere, libertà e storia
Passeggiando nel cuore di Padova, tra il Caffè Pedrocchi e Palazzo Moroni, è impossibile non imbattersi in uno dei luoghi più importanti della città: il Palazzo del Bo, sede storica dell’Università di Padova.
Ma cosa rende questo edificio così speciale? Non solo la sua bellezza, ma soprattutto i secoli di storia, scienza e libertà che custodisce.
- L’Università di Padova, una delle più antiche d’Europa
- I grandi nomi che hanno fatto la storia
- Da locanda medievale a cuore dell’Ateneo
- Cosa vedere durante la visita al Palazzo del Bo
- Il Cortile Nuovo e l’arte contemporanea
- Un ultimo rito: il “Polifonico” da Mario
- Perché visitare il Palazzo del Bo


L’Università di Padova, una delle più antiche d’Europa
Fondata nel 1222, l’Università di Padova è tra le più antiche del continente e nasce da un gesto coraggioso: studenti e professori lasciarono Bologna per creare un Ateneo libero dalle ingerenze della Chiesa.
Da qui il celebre motto che ancora oggi ne riassume l’anima:
“Universa Universis Patavina Libertas”,
ovvero “Tutta intera, per tutti, la libertà nell’Università di Padova”.
Un principio rivoluzionario per l’epoca, che rese l’Ateneo patavino il primo in Europa ad accogliere studenti di religione ebraica e protestante, permettendo loro di laurearsi senza abiurare il proprio credo.
I grandi nomi che hanno fatto la storia
Tra le aule dell’Università di Padova sono passati alcuni dei più grandi protagonisti della storia scientifica e culturale:
- Niccolò Copernico
- Andrea Vesalio
- Galileo Galilei
- Giovanni Battista Morgagni, fondatore dell’anatomia patologica
- William Harvey, che qui approfondì gli studi sulla circolazione del sangue
Due primati su tutti?
Nel 1594 a Padova nasce il primo teatro anatomico stabile al mondo.
E nel 1678 si laurea Elena Cornaro Piscopia, la prima donna laureata della storia.
Da locanda medievale a cuore dell’Ateneo
Il nome “Bo” incuriosisce sempre. Da dove deriva?
Prima di diventare sede universitaria, qui sorgeva una locanda chiamata Hospitium Bovis, l’Albergo del Bue, così chiamato per l’insegna con un teschio di bue (bo in dialetto).

Era una locanda di buon livello, con stalle annesse, frequentata da viandanti e mercanti. Nel 1405 venne donata a un macellaio da Francesco I da Carrara per ringraziarlo delle provviste di carne che aveva offerto alla città durante l’assedio e nel 1539 fu acquistata dall’Università, che demolì l’edificio per costruire il Palazzo del Bo.
Il bucranio, cioè il teschio di bue, divenne così simbolo dell’Ateneo e della sua tradizione goliardica.
Palazzo del Bo: cosa vedere durante la visita
Visitare il Palazzo del Bo è come entrare in un libro di storia vivo e pulsante.
Il Cortile Antico
Un elegante chiostro cinquecentesco progettato da Andrea Moroni, con doppia loggia e pareti completamente decorate dagli stemmi dei rettori e dei consiglieri dell’epoca.
L’Aula Magna
Solenne e ricca di fascino, con il soffitto affrescato dal Carlini nel 1854 e i ritratti di quattro figure simbolo dell’Ateneo:
Emo, Zabarella, Galileo Galilei e Morgagni.
La Sala dei Quaranta
Qui si trova la cattedra originale di Galileo, dalla quale insegnò matematica e fisica tra il 1592 e il 1610. Alle pareti, i ritratti di quaranta illustri studenti stranieri.



Il Teatro Anatomico
Un vero gioiello: il primo teatro anatomico al mondo, in legno, con struttura ellittica e gradoni sovrapposti. Da qui gli studenti di Medicina potevano assistere alla dissezione dei cadaveri.Un luogo che racconta l’audacia scientifica della Padova rinascimentale.
La Sala di Medicina
Con ritratti di antichi professori, affreschi futuristi di Achille Funi e una teca che conserva i teschi dei luminari che donarono il proprio corpo alla scienza.
La Basilica di Palazzo Bo
La sala della “Basilica” prende il nome dalla sua suddivisione in tre navate, separate da due file di colonne di colore rosso pompeiano, che è il colore dell’Università.



Il Cortile Nuovo e l’arte contemporanea
Dal Cortile Antico si accede al Cortile Nuovo, progettato dall’architetto Fagiuoli, dove storia e contemporaneità dialogano. Ecco infatti:

- l’altorilievo di Attilio Selva sul coraggio degli studenti
- la celebre Scala del Sapere progettata da Gio Ponti
- la stele di Gio Pomodoro dedicata a Galileo
- l’opera di Jannis Kounellis in memoria della Resistenza
Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, il Palazzo del Bo ospitò il CLN Veneto (Comitato di Liberazione Nazionale), pagando un altissimo prezzo in vite di studenti e professori.
Un ultimo rito: il “Polifonico” da Mario

Prima di uscire, c’è un’ultima tappa obbligata:
nel Cortile Nuovo si trova lo storico Bar da Mario, dove si può assaggiare il leggendario “Polifonico”, l’aperitivo della goliardia universitaria.
La ricetta è segreta, custodita gelosamente.
Alle pareti, fotografie di lauree, dimm cerimonie accademiche e di una tradizione tutta padovana: il dono della gallina al Rettore all’inaugurazione dell’anno accademico.
Palazzo del Bo a Padova: perché visitarlo?
Il Palazzo del Bo non è solo un edificio storico: è il simbolo di Padova come città del sapere, della libertà e dell’accoglienza.
Un luogo da visitare con calma, per capire davvero l’anima profonda della città.
Photo via:
heritage.unipd.it
ilbolive.unipd.it
Massimo Pistore. Università di Padova

