Palazzo della Ragione: la pietra del vituperio e il cavallo ligneo

Una pietra della vergogna e un gigantesco cavallo

Palazzo della Ragione, nel cuore di Padova, al suo interno custodisce da secoli la pietra del vituperio e un gigantesco cavallo ligneo. 

Sapete cosa rappresentano?

Oltre la pietra del vituperio, cosa racchiude Palazzo della Ragione di Padova?

Il piano superiore del Salone (tutti i padovani chiamano così Palazzo della Ragione), con i suoi 82 metri di lunghezza e i 27 di larghezza, è a tutt’oggi una delle più ampie sale pensili in Europa.

Al suo interno, oltre allo straordinario ciclo di affreschi con oltre trecento scene a tema astrologico-astronomico potrete ammirare altre opere davvero particolari.

Entrando nel Palazzo della Ragione, infatti, non potrete non vedere un gigantesco cavallo ligneo. Si tratta della copia rinascimentale di quello del monumento al Gattamelata di Donatello, collocato di fronte alla Basilica di Sant’Antonio da Padova

Il gigantesco cavallo di legno all’interno di Palazzo della Ragione di Padova

Il grandissimo cavallo ligneo all’interno del piano superiore di Palazzo della Ragione è una delle grandi macchine, l’unica rimasta, realizzate per una straordinaria festa che si svolse nella seconda metà del Quattrocento, tra le piazze dei Signori e del Capitanio. 

La sfilata dell’epoca si ricorda ancora oggi per una fortissima presenza del popolo della città e di altre genti richiamate da fuori dall’eccezionalità dell’avvenimento.

Fatto eseguire nel 1466 da Annibale Capodilista, l’imponente cavallo ligneo in seguito è stato donato alla città dalla nobile famiglia padovana.

A Palazzo della Ragione di Padova anche il pendolo di Foucault

Sempre al piano superiore di Palazzo della Ragione, avrete sotto gli occhi anche una ricostruzione del pendolo di Foucault, restaurato di recente.

Il pendolo, formato da una sfera di ferro e alluminio di 13 kg appesa a un filo di acciaio lungo 20 metri, è l’unico al mondo che da quando è stato costruito 15 anni fa non si è mai fermato.

Il pendolo di Foucault rappresenta il comportamento di un pendolo in relazione al moto di rotazione terrestre

Ma veniamo alla pietra del vituperio. Cos’è e cosa rappresenta? 

La pietra del vituperio

A destra dell’ingresso del piano superiore di Palazzo della Ragione vedrete un blocco di porfido nero: è la pietra del vituperio. Un oggetto particolare, che ha una storia da conoscere. 

La pietra del vituperio: un blocco di porfido nero su una base quadrata a tre gradini

Durante il periodo comunale le persone che per qualsiasi motivo si rendevano debitori, erano severamente punite con il carcere a vita. 

Nel 1231 un frate di nome Antonio si rivolse al Consiglio Maggiore della città affinché questa legge crudele venisse modificata.

Il 5 marzo dello stesso anno il podestà di Padova dell’epoca ordinò che nessun debitore venisse più condannato alla prigione.

Tuttavia, qualche anno più tardi, venne istituita una nuova punizione per gli insolventi.
La legge prescriveva che venissero confiscati loro tutti i beni, compresi i vestiti.

La pietra del vituperio e le braghe di tela

I debitori dovevano sedersi per tre volte sulla pietra del vituperio posta al centro del Salone, ripetendo la frase “rinuncio ai beni” (cedo bonis) davanti a una folla di almeno cento persone. 

La pietra del vituperio a Palazzo della Ragione di Padova, detta anche “pietra del fallimento

Dovevano farlo coperti solo da camicia e mutande. Da cui l’espressione restare in rimanere in braghe di tela. Assolto questo obbligo, erano comunque lasciare la città.

Se un debitore fosse stato scoperto a rientrare a Padova, avrebbe dovuto nuovamente sedersi sulla pietra del vituperio, con l’aggiunta di una pena ulteriore: gli sarebbero stati rovesciati addosso tre secchi di acqua.

Oggi fortunatamente questa legge non è più in vigore. Ma il detto rimanere in braghe di tela è diventato un modo di dire in tutto il Veneto e forse anche oltre…

Photo via:
padovaedintorni.it 
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