Padova celebra Giovanni Battista Belzoni, l’esploratore che in Egitto ha compiuto imprese epiche
Con “L’Egitto di Belzoni” Padova rende omaggio con una grande mostra al suo concittadino più famoso: Giovanni Battista Belzoni. Due secoli fa le sue scoperte fecero il giro del mondo. Finito quasi nell’oblio, in occasione dei 200 anni dalla sua ultima visita alla città, l’esploratore fa ritorno…
Giovan Battista Belzoni: una vita straordinaria, degna di un film
Nato al Portello il 5 novembre del 1778, figlio di un barbiere, Belzoni è stato nello stesso tempo ingegnere, esploratore e archeologo. Proprio quest’ultimo aspetto lo ha reso noto nel mondo, tanto da ispirare George Lucas una scena del film “I predatori dell’arca perduta” nel quale Harrison Ford cade all’interno di una tomba egizia e si ritrova immerso fra polvere, mummie e ossa.
Una sequenza cult che però ha uno sceneggiatore ante litteram proprio nello stesso Giovanni Battista Belzoni, che nel suo diario di viaggio “Il Narrative” descrive una scena identica.
Il percorso espositivo sulle tracce del gigante del Nilo
La mostra ripercorre i tre viaggi in Egitto compiuti da Belzoni, snodandosi attraverso tecnologie digitali immersive, effetti multisensoriali ed enormi riproduzioni in scala reale degli ambienti storici, ricostruiti con la massima precisione.
Il percorso a tratti si trasforma in uno spazio scenico che coinvolge il visitatore in spettacoli teatrali e in giochi d’acqua virtuali.
L’alternarsi di passaggi stretti e labirintici, evocativi del percorrere cunicoli all’interno delle sepolture, con spazi più ampi e aperti, suscita continuamente il desiderio vedere che cosa accadrà nella sala successiva.
Una mostra appassionante che divulga la vita straordinaria e avventurosa uno dei padovani più illustri in modo coinvolgente per tutti, bambini compresi, senza mai perdere di vista il rigore scientifico nella documentazione e nella presentazione delle informazioni.
Reperti provenienti dai più prestigiosi musei internazionali
Nelle sale al primo piano e nell’agorà del Centro Culturale Altinate si possono ammirare oggetti recuperati personalmente da Belzoni o da altre figure che lo hanno accompagnato in diverse esplorazioni, oltre a prestigiosi pezzi provenienti da musei italiani come il Museo Egizio di Torino e i Musei Vaticani, e stranieri.
Dal British Museum arriva una sfinge a testa di falco rinvenuta da Belzoni ad Abu Simbel, accoppiata al disegno realizzato dallo stesso esploratore.
Dal Louvre, invece, arriva una coppa in oro decorata a sbalzo che faceva parte di un corredo funerario, oggi parte della collezione Drovetti, il grande amico e nemico di Belzoni.
Da Bristol (città natale della moglie di Belzoni, Sarah Banne), arrivano alcuni disegni, realizzati a mano da Belzoni e da Alessandro Ricci, altro collega esploratore del padovano, che rappresentano le decorazioni della tomba di Sethi I.
La piramide di Chefren
La sorpresa finale della mostra “L’Egitto e Belzoni” a Padova? Nel grande atrio del centro Altinate è riprodotta in scala 1 : 15 la grande piramide di Chefren, alta circa 10 metri e con base di 15 metri. Fra le principali piramidi dell’area di Giza, all’epoca di Belzoni era ritenuta ancora impenetrabile. Dopo lunghi giorni di tentativi, l’esploratore riuscì a scoprire un varco di accesso. Una volta entrato, scavando e strisciando lungo i cunicoli e i corridoi arrivò alla camera sepolcrale dove pose la sua firma: “Scoperta da G. Belzoni. 2.mar.1818”.

Informazioni utili per visitare la mostra “L’Egitto di Belzoni”
Dove si trova
Centro Culturale Altinate
Via Altinate, 71
Distanza da ApartmentsPadova: 1,6 km (guarda la mappa)
Orari di mostra, dal 18 maggio al 28 giugno
Dal lunedì al venerdì: dalle 10 alle 18
Sabato e domenica: dalle 10 alle 20
Ultimo accesso 1 ora e mezza prima della chiusura
Acquisto dei biglietti online

